
EDIN e SMART COMMUNITAS insieme ad Arcidosso: il turismo di comunità come leva per attrarre digital nomads e rafforzare la Toscana Diffusa
Dopo la prima iniziativa realizzata a Terrarossa, in provincia di Massa-Carrara, il 16 giugno 2026, i progetti europei EDIN – European Digital Nomads, finanziato nell’ambito del programma Interreg Europe 2021–2027, e SMART COMMUNITAS, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021–2027, si sono incontrati nuovamente il 31 luglio 2026 ad Arcidosso, nella suggestiva cornice del Castello Aldobrandesco.
L’appuntamento di Arcidosso rappresenta quindi la seconda tappa dell’iniziativa avviata nei mesi scorsi a Terrarossa e consolida la collaborazione tra EDIN e SMART COMMUNITAS, due progetti europei che, pur perseguendo obiettivi differenti, condividono una visione comune: rafforzare il ruolo delle comunità locali come protagoniste di modelli di sviluppo innovativi, sostenibili e partecipativi.
Al centro di questo percorso vi è il coinvolgimento di amministrazioni locali, cooperative di comunità, imprese, associazioni e cittadini in un processo di confronto e dialogo sulle nuove opportunità per i territori delle aree interne.
Digital nomads e territori: una nuova opportunità per le aree interne
Il progetto EDIN è dedicato al miglioramento delle politiche pubbliche e all’esplorazione delle opportunità offerte dai nomadi digitali e dai lavoratori da remoto. Questi nuovi gruppi possono rappresentare una risorsa importante per le comunità e le economie locali, contribuendo alla rivitalizzazione dei borghi e dei territori delle aree interne e alla costruzione di comunità sempre più dinamiche e resilienti.
La possibilità di lavorare da remoto sta infatti modificando il rapporto tra persone, lavoro e territorio, aprendo nuove prospettive per località che possono offrire non soltanto servizi digitali adeguati, ma anche qualità della vita, patrimonio culturale e naturale, relazioni sociali e un autentico senso di appartenenza alla comunità.
Il turismo di comunità come strumento di sviluppo
SMART COMMUNITAS promuove invece il modello del Community-Based Tourism (CBT), un approccio che pone la comunità al centro della progettazione e della gestione partecipata del turismo.
In questo modello, la comunità non è semplicemente destinataria degli effetti dello sviluppo turistico, ma ne diventa protagonista e motore. Le decisioni vengono assunte attraverso processi partecipativi e orientati al consenso, con particolare attenzione a garantire l’inclusione dei gruppi più vulnerabili.
Il turismo, quindi, non viene più considerato come un fenomeno che riguarda esclusivamente i visitatori, ma come un processo condiviso, capace di rafforzare l’identità dei territori, valorizzarne il patrimonio culturale e ambientale e consolidare le relazioni sociali.
La sinergia tra turismo di comunità e lavoro da remoto
È proprio nella relazione tra questi due approcci che emerge il particolare valore della collaborazione tra EDIN e SMART COMMUNITAS.
Nomadi digitali e remote workers sono sempre più alla ricerca di destinazioni autentiche, caratterizzate da un’elevata qualità della vita e da un forte senso di comunità. In questo contesto, il Community-Based Tourism può diventare uno strumento strategico per favorire l’integrazione di questi nuovi residenti temporanei nella vita locale.
Il loro soggiorno può così trasformarsi da semplice esperienza individuale in un’occasione di crescita economica, sociale e culturale condivisa, creando nuove relazioni tra abitanti, visitatori e professionisti che scelgono temporaneamente di vivere e lavorare nel territorio.
Arcidosso e la Toscana Diffusa
Questa visione si inserisce pienamente nella strategia della Toscana Diffusa, delineata dalla Legge Regionale 11/2025, attraverso la quale la Regione Toscana promuove uno sviluppo equilibrato delle aree interne, investendo nella valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, nel rafforzamento dei servizi, nell’innovazione e nella coesione territoriale.
In tale prospettiva, la capacità di attrarre nomadi digitali e lavoratori da remoto può rappresentare una delle nuove opportunità per i territori interni, soprattutto quando viene accompagnata da un modello turistico capace di valorizzare le risorse locali e di coinvolgere direttamente le comunità.
Il World Café: partecipazione, confronto e co-progettazione
Gli incontri di Terrarossa e Arcidosso costituiscono i principali momenti di confronto con gli stakeholder locali nell’ambito del progetto EDIN e si sono svolti attraverso l’utilizzo della metodologia partecipativa del World Café.
Ad Arcidosso, le cooperative di comunità attive sul territorio – A Montegiovi, Il Borgo, Davide Lazzaretti, San Giovanni delle Contee ed Ecosistema comunale di Castell’Azzara – hanno affrontato alcune domande chiave legate al modello del Community-Based Tourism e alle buone pratiche già presenti nell’area.
Il confronto ha rappresentato inoltre un momento di riflessione e co-progettazione intorno alla possibile costruzione di una nuova offerta di turismo esperienziale, capace di attrarre non soltanto nomadi digitali, ma anche viaggiatori interessati a forme di turismo lento e autentico.
L’obiettivo è partire dalle risorse, dalle competenze e dalle esperienze già presenti sul territorio per immaginare nuove proposte in grado di rispondere alle esigenze di questi nuovi pubblici, senza perdere il legame con l’identità e le peculiarità delle comunità locali.
Costruire insieme il futuro dei territori
Il coinvolgimento degli stakeholder locali attraverso workshop e momenti di confronto rappresenta uno degli elementi distintivi di entrambi i progetti EDIN e SMART COMMUNITAS: creare spazi permanenti di dialogo tra istituzioni, comunità locali e partner europei.
Questi spazi favoriscono lo scambio di esperienze, la diffusione delle buone pratiche e la costruzione di politiche e modelli sempre più efficaci per uno sviluppo territoriale sostenibile.
L’incontro di Arcidosso conferma così come la collaborazione tra programmi e progetti europei possa generare nuove opportunità concrete per i territori. La sinergia tra turismo di comunità e nomadismo digitale può infatti contribuire alla costruzione di una Toscana sempre più attrattiva, inclusiva e resiliente, nella quale le aree interne non siano soltanto destinazioni da visitare, ma luoghi da vivere, abitare temporaneamente, conoscere e con cui costruire nuove relazioni.



